La paura del vuoto (n)e(l)la pianificazione

La paura del vuoto (n)e(l)la pianificazione

Tempo di lettura: 4 minuti


Horror vacui


Guardo il mio planner.
Controllo i compiti vecchi, quelli che non sono riuscita a sbrigare.
È un momento importante e rivelatorio.
A volte, può essere anche liberatorio.

Non quando le settimane sono riempite ora per ora, minuto per minuto, di attività.
Note personali, note di lavoro, tracciamenti delle attività.
Ho fatto, non ho fatto, spunto questo, spunto quest’altro.

La vita non è una lista di cose da fare.


Non solo, per lo meno.
Le liste dovrebbero aiutarci a fare meno e meglio.
A equilibrare il fare con il non fare.

Invece, troppo spesso, succede che riempiamo le nostre amate agende di obiettivi, che poi – se facciamo tutto a modino – dividiamo in compiti più piccoli, che però vanno a riempire ogni angolo delle nostre giornate.
E se lasciassimo un pochino di respiro ai nostri impegni? 
Se ci sforzassimo di lasciare degli spazi vuoti tra un compito e quello successivo?
Sento già le obiezioni, le sento perché sono la prima a farle.
Anche se sto lavorando al piano del “meno è meglio” da tempo ormai.
Sento arrivare come uno schiaffo l’inevitabilità di riempire ogni spazio perché:

  • “sennò non riesco a finire il progetto x”
  • “non farò mai progressi”
  • “non otterrò il successo che merito”
  • “non saprò mai abbastanza”
  • “non sarò mai all’altezza”
  • “nessun’altro può farlo per me”


La nostra ragione può andare avanti all’infinito snocciolandoci i motivi più stringenti e saggi dell’universo per giustificare il nostro horror vacui.
È il suo lavoro ed è bravissima a farlo.
Ma il vero motivo che ci spinge a riempire tutto quanto il posto è la paura.

Horror vacui e pianificazione

[J. Pollock, Convergence, 1952]

Quattro dritte per superare la paura del (planner) vuoto

Per svuotare di significato la paura del vuoto e dare un senso più pieno alle mie giornate, ho adottato alcune tecniche che voglio condividere con te, nella speranza possano esserti utili.
Come dico sempre, non sono regole da applicare incondizionatamente.
Sono piuttosto suggerimenti, piccoli metodi da cui prendere il meglio per te, quello che senti risuonare di più con la tua indole e i tuoi impegni.

TRACCIARE

Ho tracciato e traccio tuttora le mie attività.
Lo faccio per diversi motivi, principalmente per:

  • arrivare a fine giornata con una mappa che mi dice dove sono finiti i minuti che avevo in tasca
  • pianificare le attività e ottimizzare le risorse a disposizione
  • fare stime attendibili che mi serviranno per progetti futuri
  • capire quali attività mi succhiano tempo 
  • scegliere consapevolmente dove e come impiegare il mio tempo


Il tracciamento mi ha permesso però anche di accorgermi di un aspetto nascosto nella pianificazione, il suo lato oscuro, seguendo il quale tendo a non lasciare spazi vuoti.
Questo atteggiamento ha delle conseguenze pesanti sul mio umore e sulla mia produttività, perché mi fa sentire inconcludente e frustrata. 

Se non si lasciano spazi vuoti, al primo contrattempo tutti i nostri piani vanno a farsi friggere.
Ed ecco che scatta la frustrazione.
E allora, addio motivazione! 
Un bell’effetto disastroso a cascata.

Tracciare le attività è un’abitudine che mi aiuta a capire a cosa do il mio tempo.


E, quindi, a scegliere.

Prova a tracciare le tue giornate anche solo per una settimana. 
Senza giudizio. Osservati.
Acquisirai informazioni utili sull’uso che fai del tuo tempo.
Una volta che sarai consapevole del modo in cui trascorri le tue ore, ti verrà più semplice apportare piccole modifiche per ottimizzare.
Avrai potere decisionale sul tempo che hai a disposizione e potrai scegliere se usarlo per nutrire i tuoi desideri o per distrarti.

CANCELLARE

Una delle cose che amo di più fare nel mio planner è eliminare i compiti che non hanno più rilevanza.
Controllo periodicamente i task che mi sono data e mi accorgo di cose che non sono più utili allo scopo. 
O perché le ho già sbrigate, o perché, se dopo un mese non le ho ancora sbrigate, mi vien fatto di pensare non siano poi così importanti per me.
A quel punto, tiro una bella riga sopra al compito e respiro un senso ritrovato di soddisfazione.

In questo periodo, sto facendo decluttering a tutti i livelli, complice il trasloco imminente (?)
Sto facendo un repulisti spietato online e offline. Ed è stupendo!

Se ti va, prova ad aprire la tua casella email e controlla quali sono le newsletter che non leggi da tempo.
Ecco, potresti partire da quelle: cancella la sottoscrizione, non succederà niente, avrai solo la casella più libera.
Una volta fatto questo, perché non provi a fare pulizia sui tuoi profili social?
Ti assicuro che è estremamente liberatorio.

SELEZIONARE

Se da una parte cancelli ed elimini, dall’altra selezioni.
Già, non c’è uno senza l’altro: scegliendo cosa cancellare, scegli in modo complementare cosa tenere.
Cosa è importante per te adesso. Cosa è prioritario.
La priorità non è scolpita nella pietra e può cambiare a seconda del momento e delle tue esigenze.
Sii sempre flessibile e disponibile al cambiamento.
Queste operazioni ti aiuteranno ad apprezzarlo. 

RIPETERE

Ti ho già parlato dell’importanza di praticare.
Di ripetere e ripetere per acquisire maestria e naturalezza.
Nonostante siamo portati a pensare – e, in qualche modo, a pretendere – che tutto ci sia dovuto e che possiamo accedere a tutto in maniera immediata, le cose non stanno proprio così.
Anche se l’internet ci dà questa sensazione e le app e le piattaforme social stanno facendo di tutto per alimentare la mentalità del “tutto e subito”, le cose importanti richiedono impegno e tempo.
Ci stiamo abituando a rimanere in superficie, ma è scavando che possiamo trovare tesori sorprendenti.
Mettere in pratica le indicazioni che ti ho dato in questo post può sembrare impegnativo e laborioso.
E, in effetti, inizialmente lo è.
Ma ricorda: sono strumenti che puoi usare per acquisire consapevolezza e scegliere in maniera critica come spendere il tuo tempo.





[Photo by Brandi Redd on Unsplash, edited by me]

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Attraverso un accurato lavoro di strategia, ti aiuto a trovare il senso profondo che sta dietro alla tua attività.