Attenzione a quello che desideri, potrebbe avverarsi

Attenzione a quello che desideri, potrebbe avverarsi

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Tempo fa, ho provato la tecnica suggerita da Igor Sibaldi e diffusa ormai ovunque in rete, la tecnica dei 101 desideri.
Non ne parlerò qui, la potete trovare facilmente grazie al buon Google.
Premetto soltanto che si tratta di stilare in maniera chiara e concisa una lista di 101 desideri (per sé). 

Oltre a chiedere in maniera concisa – ma forse non così chiara – di avere un unicorno per amico, devo aver chiesto di poter stare per i fatti miei senza seccature varie ed eventuali, senza dover dire sì quando voglio dire no, senza dover sorridere quando vorrei sbadigliare, senza dover guardare qualcuno negli occhi mentre penso che vorrei essere abbracciata a un albero. E così via.
Non sono antisociale, né timida a quanto pare. Contrariamente a una mia radicatissima convinzione che mi vedeva come una timidona, smentita da voci autorevoli e molto diverse tra di loro (per me vale ancora il principio del riscontro incrociato delle fonti).

L’altra sera, parlando con M. (Mattia, Mio Marito), è venuto fuori che dovrei stare più attenta a quello che desidero, e che, in generale, bisognerebbe sempre essere molto precisi quando si esprimono desideri.
Sarebbe bene sfruttare al massimo le proprie capacità comunicative (e io ne ho, ne sono certa).
Quindi, più che esprimere, i propri desideri si dovrebbero comunicare. 
Mi riferivo nella fattispecie al mio desiderio di solitudine e all’esplosione di questa pandemia.
E al mio precedente desiderio di avere un amico unicorno ed essermi ritrovata con due simpaticissimi unicorni, è vero, ma di materiale sintetico, non organico. E non delle dimensioni di un cavallo. Ma forse è meglio così. Non abbiamo posto. 

Ascoltando per caso una pubblicità mentre stendevo i panni, mi è scappato da ridere.
Una bellissima e profonda voce femminile (è Mina, epperforza!) cantava:

I sogni son desideri
Di felicità.
Nel sonno non hai pensieri
Ti esprimi con sincerità.
Se hai fede chissà che un giorno
La sorte non ti arriderà.
Tu sogna e spera fermamente
Dimentica il presente
E il sogno realtà diverrà



Mi è venuto in mente Jung: che faccia avrebbe fatto di fronte a queste parole? 
Non ci è dato saperlo. E, anche in questo caso, forse è meglio così.

Pochi giorni fa, ho sognato di stipulare un patto con i pirati, ma senza la dovuta precisione di intenti e desiderata.
Così, i pirati ne approfittavano per non rispettare il patto. Ero fregata. E mi ero fregata con le mie mani. 

Quando vuoi qualcosa, devi fare i conti con la realtà

 

Quando vuoi qualcosa, devi prima verificarne la fattibilità in termini di: 

  • tempo
  • risorse necessarie 
  • risorse a disposizione 
  • scopo 
  • soggetti coinvolti 
  • target 


TEMPO

Quando prendi in esame un progetto, di qualsiasi tipo esso sia, sarà bene inserire tra le priorità, una stima del tempo necessario a svilupparlo e portarlo a termine:

  • quanto tempo stimi ti servirà?
  • quanto tempo vuoi dedicargli?
  • quanto tempo puoi dedicargli?


RISORSE 

In seconda battuta, dovrai capire che cosa ti servirà e cosa hai già a disposizione: 

  • risorse a disposizione: tempo (vedi sopra), denaro, oggetti, idee, luoghi
  • risorse necessarie: tempo, denaro, oggetti, idee, luoghi
Per quanto riguarda il tempo, come ho scritto sopra, farai una stima il più possibile veritiera e onesta, che tenga conto di eventuali imprevisti e fattori fuori dal tuo controllo.
Per quanto riguarda il denaro, farai una stima e la confronterai con il budget che puoi mettere a disposizione per il tuo progetto. Se sono allineati, bene. Sennò, dovrai pensare a raccogliere i fondi necessari oppure dovrai modificare il progetto perché rientri nel budget a disposizione. 
E gli oggetti? Cosa ti serve per dare vita concreta al tuo progetto? Quali strumenti ti servono?
Fai un inventario, controlla quello che hai già ed eventualmente acquista il resto. O fattelo prestare. 
Stessa cosa per le idee: quali hai già? Parti da quelle e fai brainstorming da solo; confrontati con gli altri soggetti coinvolti e con persone esterne, potranno offrirti un punto di vista diverso. 
Ti serve un luogo preciso per sviluppare il tuo progetto? Se sì, ne hai uno adatto a disposizione o lo devi affittare?
E questa spesa rientra nel budget o puoi trovare un’alternativa? 


Queste sono solo alcune delle domande che ti puoi fare per capire se il tuo progetto avrà futuro oppure no. 
Dai spazio alle domande e ai dubbi prestando attenzione a non farti sommergere. 

Le domande stimolano la creatività
dando spazio a soluzioni inaspettate

SCOPO 

Cosa desideri veramente? 

desideri e obiettivi
 [Lucifer. Fonte: Giphy]


No, non sono Lucifer, però questa è una frase che mi è sempre piaciuta molto, perché è fondamentale per capire la direzione da prendere, aggiustare la direzione presa, abbandonare un’idea o investire tutto in un nuovo progetto.
E ci mette di fronte ai nostri desideri autentici, quelli per cui vale la pena di vivere e che troppo spesso mettiamo da parte per poi rimpiangere le nostre scelte quando ormai è troppo tardi. 

Quindi, ti esorto a rispondere con tutta l’onestà possibile a questa domanda:

Cosa desideri veramente?


SOGGETTI COINVOLTI

  • Avrai bisogno di collaboratori? 
  • Chi dovrai coinvolgere? 
  • Puoi permetterti di investire in queste persone? 
Instaurare una collaborazione può presentare vantaggi per tutte le parti coinvolte: mettere insieme diverse competenze e abilità è una soluzione a mio parere vincente e stimolante. È importante che tu scelga bene i tuoi collaboratori, in base allo scopo che hai e ai valori che ti muovono. 


TARGET

Siamo animali sociali, così si racconta da tempo immemore. Ebbene, ogni nostra attività è rivolta all’altro da noi.
Anche le attività più introspettive hanno lo scopo di migliorarci per rapportarci in maniera più proficua e sincera al mondo che ci circonda.

  • A chi è rivolto il tuo progetto?
  • Chi ne usufruirà?
  • Chi otterrà vantaggi dalla tua idea?
  • E in che modo?
Il target, come gli altri aspetti che ho elencato sopra, è un fattore fondamentale per definire la fattibilità del tuo progetto. 


Questa è una semplice carrellata scritta allo scopo di farti riflettere sulla fattibilità del tuo progetto.
La domanda sottostante a tutto quello che ho scritto è:

Ne vale davvero la pena?


Già da questo breve articolo, si può intuire la complessità che sta dietro alla decisione di dare vita a un progetto. 
Del resto, ogni idea che decidiamo di sviluppare richiede il nostro tempo, quindi è bene valutarla con estrema attenzione e, posto che ne valga la pena, costruire una strategia su cui basare il lavoro da svolgere. 


[Photo by Sharon McCutcheon on Unsplash]

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