Social media e socialità

Social media e socialità

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La nostra società è ormai immersa nell’universo della rete, ad esso legata a doppio filo. Il web pervade pressoché ogni aspetto dell’agire quotidiano: la casalinga che sfoglia le ricette sul suo tablet e compila una lista della spesa usando una nuova app per il suo smartphone; gli studenti che fanno ricerche per la scuola in rete, chattano e si confrontano online per progetti di gruppo; le coppie che lavorano in città distanti e rimangono in contatto tramite software di messaggistica istantanea; per non parlare del numero sempre crescente di coloro che sul web ci lavorano e trascorrono in rete la maggior parte delle proprie giornate.

In questo contesto, è facile cadere nella tentazione di demonizzare il web o, per converso, di diventarne dipendenti. In fondo, si tratta di due aspetti dello stesso problema: da una parte, c’è chi vede nel cambiamento apportato dalla diffusione capillare della tecnologia nella vita di tutti i giorni il segno di un degrado dei rapporti umani, corredato dalla comparsa di comportamenti che hanno del patologico; d’altra parte, esistono moltissime persone che della rete e dei social media sono schiave inconsapevoli, prede di una dipendenza che arriva ad intaccare la loro routine e, alle volte, le loro relazioni sociali.

La dipendenza da internet, assurta a sintomo di diversi disturbi psicologici, si può declinare in numerosi atteggiamenti che intaccano svariati ambiti della nostra vita come la sessualità, l’amicizia, la percezione di noi stessi e le nostre convinzioni, solo per dirne alcuni.
Qualora si scambi la vita online con la vita reale, i rapporti che compongono e riempiono la nostra quotidianità, quali amicizia, amore, famiglia, sbiadiscono e diventano accessori rispetto al castello creato nel mondo virtuale. Accanto ad essi, a perdere di valore e d’importanza sono le persone in carne ed ossa che ci stanno di fronte.

Occorre fare una sincera autoanalisi per verificare la nostra situazione in rapporto all’uso che facciamo dei social media e suddividere la giornata in modo da avere un periodo di tempo definito ad essi dedicato. Tutti abbiamo bisogno di connetterci e confrontarci a diversi livelli, siamo animali sociali, desideriamo essere ascoltati, ma abbiamo allo stesso modo bisogno di solitudine e di riposo per ricaricarci.

Le persone con un’intelligenza emotiva sviluppata riescono ad adattarsi ai propri interlocutori, coinvolgendoli e rendendoli protagonisti del dialogo; questo fa sì che si sviluppi un vincolo di fiducia e vicinanza, basato sull’autorevolezza delicata di chi ti ascolta e coltiva un atteggiamento che privilegia l’empatia. Al contrario, la dipendenza da social media mina alle sue basi la nostra credibilità rispetto a chi ci è più vicino. 

Come in ogni altro ambito della nostra esistenza, occorre sviluppare consapevolezza e intenzionalità per non accorgersi, una volta arrivati alla fine, di non aver vissuto. L’inconsapevolezza porta con sé l’accidentalità delle nostre scelte: deleghiamo il nostro potere al di fuori di noi e, così facendo, lo perdiamo. In questo modo, è facile diventare dipendenti dai social media, che vengono a porsi come una comoda quanto sterile alternativa alle pratiche sociali del mondo reale.

I social non sono il male. Se usati con intenzione, consapevolezza e confini possono aiutarci a costruire relazioni fertili e costruttive e a maturare, a un livello profondo, come individui.


Intraprendere un percorso di consapevolezza è, quindi, non solo vantaggioso a livello individuale e sociale, ma diventa anche una risorsa professionale preziosissima. Del resto, nessuno ama le persone autoreferenziali ed egocentriche, concentrate solo su sé stesse e consumate dal bisogno costante di approvazione. Siamo più propensi a seguire e ammirare persone accoglienti, aperte all’ascolto e che amano confrontarsi in maniera costruttiva.
Risulta quindi fondamentale delimitare dei confini netti, che definiscano la nostra presenza e interazione sui social media, per evitare di essere inghiottiti dal nostro stesso universo virtuale e perdere di vista le relazioni grazie alle quali siamo ciò che siamo. 

Le relazioni che intrecciamo contribuiscono a determinare la nostra identità e rappresentano ciò che ci definisce in quanto individui.

Trascurarle può avere conseguenze gravi sulla nostra percezione di noi stessi e su come ci percepiscono le persone a noi vicine.
Un utilizzo sregolato dei social media è paragonabile ad una pianta infestante, che soffoca tutto ciò che raggiunge.
Tanto più saremo dipendenti dai social media, quanto più la nostra identità reale ci apparirà rarefatta, di giorno in giorno più inconsistente, fino a perdersi del tutto, allontanandoci da coloro che amiamo.

Ricordiamoci sempre che abbiamo il potere di scegliere.  




[Photo by I
srael Palacio on Unsplash]

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