Come meditare può aiutarti nel lavoro

Come meditare può aiutarti nel lavoro

Tempo di lettura: 4 minuti


Nello scorso post ti ho spiegato perché meditare è importante e ti ho mostrato come puoi risvegliare i tuoi chakra attraverso la pratica.
Non si tratta di argomenti prettamente spirituali: è ormai cosa nota – con tanto di riscontri in ambito scientifico – che la meditazione ha importanti implicazioni sul funzionamento del nostro caro cervello.


Il nostro amico cervello
[Questo simpatico cervello è un’immagine tratta dalla app che uso per meditare, Headspace]

Il cervello è malleabile

Il cervello è flessibile, si modifica e si trasforma nel corso della nostra vita.
Le sinapsi cambiano. Ciò significa che cambiano i nostri modi di collegare i concetti e, di conseguenza, possono cambiare anche i nostri schemi mentali e comportamenti.
Non è un processo lineare e richiede tempo, ma si può verificare. 
Possiamo modificare il nostro mindset, non è strabiliante?

Sì, lo è. Ed è anche molto utile per migliorare il nostro approccio alla vita e al lavoro.
Vediamo quindi come la meditazione può modificare in positivo il tuo modo di lavorare coinvolgendo diverse fasi del flusso, a partire dal brainstorming per arrivare agli obiettivi. 

Meditazione e workflow

Come ho già scritto in diverse occasioni, prima di iniziare la nostra avventura in rete è bene avere un piano, una mappa da seguire per non perderci.
Ho individuato alcuni passi essenziali, che accomunano tutti i progetti, a prescindere dal settore e dal tipo di attività coinvolti e che possiamo riassumere in: 

  • brainstorming
  • analisi 
  • obiettivi
  • priorità
  • azioni          

BRAINSTORMING

In questa fase creatrice e creativa, puoi sfruttare la potenza della visualizzazione, cercando di immaginare nel dettaglio quello che vuoi e, quando avrai finito, scrivendo di getto – a mano e su carta – le parole, i suggerimenti e le sensazioni che la meditazione ti ha regalato. Questa fase rappresenta la nascita, la bozza del tuo progetto, quindi scrivi liberamente tutto quello che ti passa per la testa e per il cuore senza preoccuparti e senza giudicare. Osserva e scrivi, come se assistessi a uno spettacolo. Anche se non comprendi il senso di tutto, non c’è problema. Ci sarà tempo per analizzare e dissezionare, e non è adesso. 
Se non ti senti a tuo agio con la visualizzazione o la tua idea è molto vaga, una buona idea è quella di metterti umilmente in ascolto: prova a porti una domanda – sulla tua intenzione, su come vuoi sentirti, su come la tua idea ti farà sentire una volta che l’avrai realizzata, su quali sensazioni vorresti concentrare le tue energie, giusto per dirne alcune – e concentra la tua attenzione sulla domanda stessa durante la meditazione, senza cercare di rispondere razionalmente. Per aiutarti, puoi porti la domanda in seconda persona.
Non sempre la ragione ha le risposte, anzi, come è dimostrato anche dalla scienza, le nostre scelte sono spesso dettate dall’inconscio. Che lo sappiamo o no, che lo vogliamo o no.
(Il marketing lo sa eccome, ad esempio!) 

ANALISI

Una tecnica che può esserti utile nella più razionale e sistematica fase di analisi è la notazione mentale: si tratta, in estrema sintesi, di etichettare i pensieri quando si affacciano alla mente, senza cercare di controllarli o scacciarli, ma semplicemente prendendo nota di quello che accade nella mente. “Semplicemente” si fa per dire :D 
Con la pratica, ti accorgerai che mettere distanza tra te e i tuoi pensieri ti permette di fare chiarezza e di analizzare con maggiore obiettività la situazione, vedendo in modo nitido punti di forza, debolezze, minacce e opportunità (la famosa analisi SWOT). 

OBIETTIVI

Quali sono i tuoi obiettivi?
Dopo la prima fase creativa e la seconda più strutturata, arriviamo a questa fase in cui farai i conti con la realtà.
Gli obiettivi del tuo progetto devono essere realistici, raggiungibili e stimolanti al tempo stesso: questo fa sì che tu non perda la motivazione e ti impegni al massimo per ottenere ciò che desideri. 
Ora che hai le idee più chiare, puoi usare la tecnica della riflessione con una domanda mirata per capire se i tuoi obiettivi sono in linea con i tuoi desideri e le tue possibilità. 
Come vedi, si tratta di un processo di ascolto più che di ricerca attiva di una risposta. 
A me piace molto staccarmi dagli obiettivi e concentrarmi solo sul respiro
Dopo una ventina di minuti di concentrazione sul respiro, la mente si fa più leggera e i pensieri più chiari. 
Un po’ come se avessi pulito le lenti appannate degli occhiali. 
Un’altra tecnica interessante che puoi applicare in questa fase è la meditazione con un mantra: puoi usare un mantra tradizionale che risuona particolarmente con il tuo progetto oppure provare a creare un mantra personale che sintetizzi il nucleo più profondo del tuo progetto. 

PRIORITÀ

Assegnare gradi di priorità significa scegliere: escludere una cosa in favore di un’altra. 
Significa anche dare un preciso ordine alle azioni da compiere in modo che il processo si svolga nella maniera più fluida possibile. 
Quando devo decidere le priorità, mi è utile camminare o fare una corsetta leggera.
Muovermi mi aiuta a pulire la testa dai pensieri ossessivi e inutili, permettendomi di concentrare l’attenzione sull’essenziale
Camminare ossigena il cervello e ti mette in condizione di andare un passo alla volta da un punto A a un punto B.
Senza scorciatoie né trucchi. Semplice e diretto.
Se non ti piace l’idea o hai difficoltà a metterla in atto, puoi usare la tecnica della disidentificazione, per cui diventi una sorta di testimone dello scorrere dei tuoi pensieri nella mente senza attaccarti a nessuno di essi. 

AZIONI

Un passo alla volta, l’ho scritto poco sopra e, ormai, in ogni dove. 
È arrivato il momento di concretizzare, di manifestare tramite le azioni, che hai giusto ordinato per priorità, il tuo progetto. 
Una bella respirazione può aiutarti a tenere viva la fiamma del plesso solare legata al tuo potere e alla forza di volontà.
Come ho scritto nello scorso post, a me piace la respirazione del fuoco (Kapalabhati), perché attiva il plesso e rimette in circolo le energie sopite.  

Tieni un posticino per l’incertezza

La meditazione ci insegna a stare nel presente, a diventare più consapevoli di noi e del mondo che ci circonda. 
Ci aiuta a fare amicizia con i nostri lati più antipatici, a prendere distanza dai nostri pensieri, ad accettare la mente per quello che è.
E, cosa per me fondamentale, a essere a nostro agio nell’incertezza. 
Meditare ci mette di fronte alla nostra vulnerabilità intrinseca.
Perché, anche se hai un piano ben fatto, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo e non tutto è sotto il tuo controllo
Quindi, è meglio che ti prepari e impari a tenere un posticino per l’ignoto. 




[La foto di copertina è mia, gentilmente offerta dal mio giardino]
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Il mezzo non è il fine. Teniamolo a mente per non sprecare energie e arrivare più facilmente all’obiettivo.
L’ascolto è la base per comprendere a fondo i problemi, i punti di forza e i desideri del nostro cliente. 
Ma ricordati sempre di filtrare quello che ascolti.
Dai una forma tangibile alle tue attività per limitare l’accumulo di compiti e aumentare l’efficacia del processo.