Tempo di bilanci

Tempo di bilanci

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E anche questa volta, siamo arrivati – per molti di noi con un certo sollievo – alla fine di questo 2020 strampalato e critico.
È stato un anno che ci ha messo a dura prova, che ci ha posto di fronte alla nostra piccolezza.
Che ci ha chiesto, ci chiede e ci chiederà molto ancora per un po’.


Molta resilienza.
Molta pazienza. 
Molta flessibilità.
Molta speranza.
Molta forza. 


Ma non mi sono messa a scrivere per parlare di questo tema, che occupa già ampiamente cervelli, bocche e mezzi di comunicazione, i quali troppo spesso diffondono informazioni errate e paura, alimentando in questo modo i lati peggiori degli esseri umani.

Mi sono messa a scrivere perché, come tutti gli anni, dicembre rappresenta il momento cruciale dei bilanci e dei famosi e spesso bistrattati buoni propositi.
La fine di un ciclo, che prelude a un nuovo principio.
E avevo voglia di condividere con te qualche riflessione su questo delicato momento dell’anno, sempre carico di aspettative. 

Per quanto mi riguarda, ogni mese è un capodanno, ogni mese è un nuovo inizio.
No, non intendo dire che mi resetto e riparto daccapo ogni trenta giorni.


Tracciare come gesto di consapevolezza


Però, ogni mese rivedo intenzioni, obiettivi e risultati e pianifico il mese successivo, anche grazie alla guida di Manuela e del suo percorso annuale, ricco di spunti e stimoli per agire portando nel mondo la nostra verità.
Da anni, mi interesso di crescita personale così come da anni tengo un’agenda – e da quest’anno anche un bullet journal a mo’ di diario tuttofare – su cui segno le cose di lavoro, traccio i miei progressi e pianifico i progetti per il futuro e le azioni da mettere in pratica per raggiungere determinati obiettivi.

Questo lavoro mi ha permesso di guardare al passato con maggiore consapevolezza. 
Tenere traccia di come spendo il mio tempo, di quello che sogno di fare, dei fallimenti e di tutto ciò che ritengo importante, influisce sulla gestione stessa del tempo.
Come dice anche Ryder Carroll nel suo libro “Il metodo Bullet Journal” a proposito della migrazione dei compiti da un mese a quello successivo, se non hai voglia di riscrivere da un mese a quello dopo un compito che non hai portato a termine, allora forse non è poi così importante. Vale lo stesso per altri lassi di tempo, una settimana come un anno. 
Se non riesci a ritagliarti il tempo per rivedere un piano o riscrivere una cosa che volevi fare, forse è il caso che ti ponga qualche domanda sul valore che ha per te. Che può essere mutato nel tempo. 

Non si tratta di giudicarti o di fustigarti perché non hai fatto tutto quello che hai scritto.
Non è una gara a spuntare quanti più task possibili.
Si tratta piuttosto di fermarsi un momento a riflettere:

Era davvero così importante per te?
Se sì, perché non l’hai portato a termine?
Se no, perché vuoi trascinartelo dietro?


Faccio sempre molta fatica a lasciar andare. 
L’ho sperimentato con i compiti, con le liste di cose da fare, con i libri e persino con i film: una volta che decido di fare una cosa, mi scoccia doverla depennare senza averla completata.
L’altro mese, ad esempio, ho iniziato per l’ennesima volta un libro di cui avevo abbandonato la lettura in diverse occasioni.
Di quasi qualsiasi cosa si tratti, odio non finire una volta che ho iniziato. 
È, credo, naturale o quantomeno comune: il nostro cervello non sopporta situazioni aperte, o che percepisce come irrisolte. Non finite.


Depennare per arrivare al nocciolo


Proprio per questo, trovo che sia una buona pratica allenarsi a depennare.
A cancellare, a non finire una cosa solo perché l’abbiamo iniziata. 
A volte, se ci fermiamo a riflettere, ci accorgiamo che quella cosa è soltanto una perdita di tempo, non ci arricchisce in alcun modo.
Questo non significa che non fosse importante quando abbiamo deciso di intraprenderla, ma, come dico sempre, noi, come tutto quanto attorno a noi, cambiamo.

E, per quanto fastidioso possa essere, a volte è meglio lasciar andare.
E così, una mattina, ho rimesso il libro tra i suoi compagni sullo scaffale della mia libreria. 
Chissà che un giorno non mi venga un’irresistibile voglia di leggerlo, non lo escludo, ma non è questo il momento.
Il mio tempo è prezioso: non voglio e non posso sprecarlo in cose che non mi dicono niente, che non risuonano con me e con quello che voglio fare.


Se vuoi avere più tempo, prima di tutto cerca le perdite e poi riparale.
Ad esempio, depennando attività che non ti danno nulla e ti allontanano da ciò che ami davvero.
Si tratta, come sempre, di scegliere




[Photo by Shyamanta Baruah on Unsplash]

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