Celebra il tuo percorso

Celebra il tuo percorso

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Questo è, generalmente, tempo di bilanci, come dicevo nel precedente post.
Quando decido di fare il bilancio di un progetto, di vita o di lavoro, spesso mi dimentico di una cosa assai importante: osservare da dove sono partita.
Guardare senza giudizio tutta la strada percorsa fino al punto in cui mi trovo, gli ostacoli superati, le cadute, ma anche i successi e le abilità che sono venute magicamente fuori dal cilindro.

Nonostante questi ultimi mesi siano particolarmente impegnativi e movimentati, anche quest’anno mi sono ritagliata il tempo necessario a fare il mio bilancino annuale e pianificare a grandi linee il mio 2021.
È un momento, quello del bilancio e della pianificazione, di grande focus e sa regalarmi un potente impulso ad agire, oltre a farmi sentire più sicura di me e di quello che voglio fare.
Fermarmi a riflettere e a pianificare il futuro sono atti coraggiosi che mi permettono di capire cosa voglio davvero.
Non mancano istanti difficili, perché può capitare – e capita – di dover cancellare alcune cose che pensavo fossero importanti. 
E che, molto probabilmente, lo erano nel momento in cui le ho scritte e ho attribuito loro la funzione di obiettivo.
Ma la vita ha spesso piani tutti suoi e occorre una gran dose di flessibilità e comprensione per non cadere vittima di uno spocchioso e rigido perfezionismo che non può fare che dei danni.

Ma non ho iniziato questo post per parlare (ancora) di obiettivi.
Oltre agli obiettivi per il prossimo anno e alla pianificazione delle azioni che mi porteranno dove voglio essere, credo sia bene guardare anche a quello che ho raggiunto.
Rileggendo le intenzioni e i propositi degli anni passati, mi sono resa improvvisamente conto a livello razionale del cammino fatto fin qui.
Non entrerò nel dettaglio, ma voglio condividere con te questa riflessione perché sono convinta che fare una bella retrospettiva dei nostri successi e fallimenti, se così vogliamo chiamarli, sia un atto non solo dovuto ma anche realmente utile alla crescita. Sarebbe forse il caso di ridefinire i concetti di successo e fallimento. Così facendo, però, cadrei in un buco nero di ragionamenti a ritroso. E non vogliamo, vero?
Per semplificare brutalmente, definirò “successo” un risultato raggiunto e “fallimento” un risultato mancato, sempre rispetto agli obiettivi che mi ero posta.

Per suddividere i vari ambiti della mia esistenza, prenderò a modello il sistema dei chakra, a me molto caro.
Se percorro i miei centri energetici dalla punta del coccige fin su su, al cocuzzolo della mia testa, posso sentire un flusso che scorre generoso, il mio fiume di potere personale che sale e scende in cicli infiniti connettendomi all’universo e alla mia voce più autentica. 

Stabilità 

Il primo chakra, Muladhara, è connesso al radicamento, al corpo e alle necessità primarie.
Per quanto riguarda la dimensione materiale e fisica, ho raggiunto nel tempo una certa stabilità che mi fa sentire bene con me stessa e sicura nei confronti del mondo.
E direi che, adesso più che mai, sentirmi sicura è non tanto un traguardo, quanto piuttosto un dono incommensurabile. 
Aver comprato casa ha avuto un ruolo determinante in questo mio sentire quest’anno.
Sono sempre stata un ragnetto e sono molto affezionata all’idea di avere un nido in cui potermi rifugiare e coltivare le attività che amo.

Piacere

Il secondo chakra, Svadhisthana, fa riferimento al piacere e alla creatività.
Hai presente quando ti perdi in un’attività che ami?
Il tempo scorre ma tu non te ne accorgi nemmeno perché fluisci insieme al piacere di creare.
Coltivare il piacere di fare le cose che amo e ricavare ogni giorno sempre più tempo e spazio per farle sono due lati della medaglia che porta il nome di appagamento.
E io l’ho guadagnata a forza di tagli e limature.
Come mi è capitato più volte di leggere in giro, parrebbe che una delle chiavi della felicità sia contenuta nell’“amare quello che fai e fare quello che ami”.
Beh, anche se il gioco di parole, con il suo equilibrio lieve, potrebbe far pensare il contrario, questa cosa è tutt’altro che facile o scontata. 
Per arrivare ad amare ciò che fai e fare ciò che ami, serve prendere posizione, scegliere e stabilire confini precisi.

Potere

Proseguendo il viaggio, arrivo al mio centro, il mio sole splendente, Manipura, il terzo chakra, tradizionalmente legato al potere personale e alla volontà.
I desideri sono il fuoco della volontà, che per essere mantenuto vivo ha bisogno di azioni concrete.
Se pianificare è indispensabile per fare una cernita di ciò che realmente desidero e avere una visione panoramica dei miei progetti, stabilire i passi che mi porteranno da dove mi trovo a quello che voglio è altrettanto importante per arrivare a dei risultati. 
Grazie a queste pratiche, sto imparando – e credo che questo durerà tutta la vita – non solo a sceglliere e togliere, ma anche a direzionare la mia volontà e a conservarla con maggiore consapevolezza per i miei scopi. 
Sto imparando a mettere al primo posto quello che ho stabilito essere una priorità e a lasciare indietro quello che invece non mi serve. 
E, nel procedere in questo modo, risparmio un sacco di tempo e sto diventando molto più produttiva.

Apertura

Ed eccomi giunta al quarto chakra, Anahata, il chakra del cuore, riferito in genere alle relazioni e al sentimento dell’amore.
Sviluppare un’intelligenza del cuore, legata al sentire piuttosto che alla ragione, è un‘abilità che va allenata ogni giorno, soprattutto quando ci troviamo di fronte a situazioni o persone che ci infastidiscono o verso cui sentiamo avversione.
Questo non significa che possiamo essere simpatici a tutti quanti né che tutti diventeranno i nostri amici del cuore. Anche qui, come per il secondo chakra, è importante stabilire dei confini. Per tutelare noi e gli altri.
Imparare quando prendere le distanze per non farsi sopraffare e quando invece aprirsi al mondo per ricevere è una pratica che richiede pazienza, leggerezza e compassione. 
Ma in cambio, ci regala fiducia e una visione più ampia delle dinamiche che regolano la vita.

Verità

Salendo, mi trovo davanti a VIshudda, il quinto chakra, chiamato anche chakra della gola e legato alla nostra voce nel mondo.
Quando manifesto la mia verità senza paura del giudizio degli altri, mi avvicino alla vera me. 
Nonostante le difficoltà, sto cercando di portare la mia verità nel mondo e, quando lo faccio, provo una grande serenità e aumento la fiducia in me stessa.
A questo proposito, mi viene in mente un post che ho pubblicato poco tempo fa su Instagram:

Essere gentili.
Amare senza condizioni.
Dire quello che pensiamo.
Sono tutti atti che hanno un che di rivoluzionario.

Possono sembrare banalità,
ma non lo sono affatto.

Quante volte non ho detto ciò che pensavo,
cosa provavo o come mi sentivo?

Per paura di essere maleducata.
Per quieto vivere.
Per una forma di correttezza 
troppo vicina all’ipocrisia.

Quante volte non ho sorriso, dato un abbraccio,
detto qualcosa di gentile per paura di essere giudicata?
Di essere fuori luogo?


Intuito

Salgo verso le sfere sempre più rarefatte dello spirito per incontrare Ajna, il chakra del terzo occhio, dell’intuito e della visione.
Sono anni che coltivo consciamente le mie capacità intuitive, la mia saggezza interiore.
Dopo averla tenuta nel solaio per gran parte della mia vita, facendola tacere ogni volta che provava ad aiutarmi, ho finalmente deciso di recuperare i rapporti con la parte più profonda di me.
E, grazie ai Tarocchi, alla meditazione e alle mie pratiche creative, sto ritrovando quella conoscenza che troppo spesso sottovalutiamo e che ci guida salda nelle nostre scelte migliori e più aderenti al nostro sé autentico.

Connessione

Infine, arrivo in cima alla mia testa per trovare Sahasrara, il settimo chakra che tutto connette.
Paradossalmente, in questo anno di distanziamento, ho cominciato ad aprirmi al mondo. 
A dire la mia, a farmi sentire, a chiedere, a cucire rapporti che mi fanno stare bene e a lasciar andare quelli che mi succhiano via le energie.
Quest’anno più che mai, mi sento parte di un organismo infinitamente più grande di me e di un universo immenso.
La situazione che stiamo vivendo ci sta mostrando in maniera spietata la nostra intima connessione con il tutto.

Non si tratta di viaggi new age, ma di fatti che stiamo constatando ogni giorno sulla nostra pelle. 
È anche un’occasione per rivedere le nostre priorità e il nostro modo di porci nel mondo. 


Giunta fin qui, posso solo consigliarti di prenderti un momento per te e riflettere su tutta la strada percorsa e celebrare i tuoi successi.
Con l’augurio di un ritorno alla luce che ci porti a una maggiore comprensione di noi come parte di un unico sistema vivente. 





[Photo by Ed Robertson on Unsplash]

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