Scrivere è mettere (in) ordine

Scrivere è mettere (in) ordine

Tempo di lettura: 3 minuti


Scrivere. Una di quelle passioni che per anni ho tenuto nascosta, coltivandola in segreto ogni giorno.
Con dedizione.
E poi.
E poi tante cose sono cambiate, in primis il mio modo di vedere il mondo.
Allora, ho deciso che questa mia passione non la potevo più tenere solo per me.
E ho iniziato a scrivere in rete, dapprima senza struttura, senza un piano.

Fino a che non ho cominciato a pensare di farne un mestiere. 
Mi sono attivata, ho ripreso a studiare, a provare, a sperimentare, a studiare ancora e ancora.
A fare pratica. A sbagliare. E a riprovare. 
Ho affiancato per qualche anno l’agenzia di mio marito e mi sono rimessa in gioco. 
Durante il percorso, sono caduta diverse volte, mi sono anche fatta male.
Ho cercato di restare dietro le quinte. Poi mi sono stancata di stare ad aspettare e mi sono buttata fuori.
Ho finalmente spiccato il volo come libera professionista: ho aperto questo sito e ho fatto dello scrivere il fulcro di tutta la mia attività.

Chi cerca, trova?

Scrivere per essere trovati significa scrivere non solo correttamente ma con un preciso scopo


La scrittura è

  • ascoltare in maniera attiva
  • raccogliere consapevolmente dati utili
  • scegliere quello che vogliamo dire
  • scegliere come vogliamo dirlo
  • eliminare il superfluo
  • limare fino all’osso 
  • dare un ordine a quello che resta


Scrivere è ridurre all’osso


I(n)pirazione


ASCOLTARE

Prima di scrivere, dobbiamo imparare ad ascoltare.
Ascoltare quello che hanno da dire le altre persone, ma anche e in primo luogo ascoltare quello che proviene da noi.
Può sembrare una banalità, ma posso dire per esperienza che ascoltarmi è un esercizio costante e difficile.
E ho modo di constatarlo anche nelle persone che si affidano a me, nei miei clienti e nei miei corsisti: spesso, spessissimo vanno in crisi di fronte a domande in apparenza molto semplici.

Domande che pongo proprio per metterli in crisi, per fare mancar loro il terreno sotto i piedi. 
E farli atterrare di fronte a un panorama per lo più inaspettato anche se familiare.
Non sono sadica, voglio soltanto sfruttare la potenza della crisi, parola che ha acquisito ahimè un significato prevalentemente negativo, ma la cui radice non mente: 

crisi deriva dal verbo greco krìno, che significa scegliere, discernere.

etimo crisi


RACCOGLIERE

Dopo questa prima fase, sarà necessario raccogliere materiale, pensieri, informazioni e dati, che si baseranno su quanto abbiamo ascoltato.
Ora che abbiamo un’idea della direzione, possiamo fare incetta di tutto quello che pensiamo possa servirci lungo il percorso. 
Ispirazioni, idee, numeri: è il momento di mettere tutto nel nostro sacco da viaggio senza preoccuparci troppo dell’ordine.


Pausa


SMISTARE

Questo è un momento centrale sotto tutti i punti di vista, perché dà una rotta al sentiero futuro, ne pone le basi: l’atto stesso di smistare implica in qualche modo giudicare, scegliere da che parte andare e che mezzi usare per arrivarci.
È arrivato il momento di vuotare il sacco sul tavolo e iniziare a sistemare tutto quello che abbiamo raccolto.
Dopo una prima scrematura, possiamo procedere più leggeri e sicuri delle nostre scelte.


Espirazione


TOGLIERE 

Togliere può essere doloroso. 
Ma è anche estremamente liberatorio.
Liberiamoci di tutto il superfluo rispondendo alla semplice domanda:

Serve al mio scopo?


Dentro di noi sappiamo già la risposta. Se non è un sì assoluto e che viene dal profondo, allora possiamo essere certi che sia un no.
Anche solo sussurrato, vale lo stesso come un no.
Anche se quell’idea ci piace moltissimo, se non serve al nostro scopo, dobbiamo abbandonarla. 

Ehi, non sto dicendo che la dobbiamo buttare via, possiamo tenerla al calduccio nel nostro taccuino delle idee per tirarla fuori quando ci servirà.
(Attenzione, questa è una pratica che nasconde alcune insidie, una su tutte l’accumulo compulsivo di idee – e taccuini.
Ecco, ora che ci penso potrei scriverci un post. Visto? l’avevo detto che è una pratica pericolosa).


ORDINARE

Eccoci finalmente al nucleo di quello che vogliamo dire. 
Di tutte le cose raccolte durante l’i(n)spirazione, abbiamo tenuto solo lo stretto necessario. 
L’essenziale. L’essenza. 
Oh, com’è bella pulita e liscia.
Ecco, quel nocciolino piccolo e compatto lì è il fulcro di tutto il nostro viaggio.

Viaggiamo leggeri di una nuova consapevolezza

Abbiamo messo in ordine i nostri pensieri, non è magnifico?

Se pensi che possa aiutarti a sistemare i tuoi pensieri e dare voce alla tua attività, scrivimi (tanto per rimanere in tema) usando il form che trovi qui sotto.
Sarò felice di ricontattarti il prima possibile per vedere come possiamo muoverci verso i tuoi obiettivi.





[Photo by Robert Anasch on Unsplash]

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