Silenzio per fare spazio

Silenzio per fare spazio

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Ieri mi è capitato di bloccarmi mentre ero su un progetto cui tengo moltissimo e di cui voglio portare a termine una parte importante entro questa settimana. Erano giorni che mi sentivo strana, come un po’ per aria e allo stesso tempo molto focalizzata sulle cose da fare per portare avanti il progetto in questione. Ma cominciava a esserci un po’ troppo rumore. 

Il monologo interiore

«Ho tutto sotto controllo», diceva un’Emma.
«Oddio, mi sento mancare la terra sotto i piedi», singhiozzava l’altra.
«Posso fare tutto io, nessun problema», riprendeva la spavalda maniaca del controllo.
«Non ce la farò mai. È troppo per una sola persona. Sono un’inetta!» si lagnava la pittima.
Sigh. Soffiate di gatto. Sigh. Rombo di tuono in lontananza. Ah, no, è dentro la mia testa.





[Un mio sketch ispirato a questa tendenza della (mia) mente]

Il dialogo


Dopo un confronto con mio marito, che è anche un ottimo collega di lavoro, la situazione si è finalmente sbloccata.
Ho esposto la situazione e avuto un feedback, un riscontro immediato, onesto e soprattutto esterno.
Esterno alla mia mente, diverso dai miei processi cognitivi e decisionali e dal mio modo di interpretare la realtà e stimare le tempistiche. 
Grazie a questo confronto, sono riuscita ad assumere una nuova prospettiva sulla situazione. 
E a prendere le decisioni più opportune a riguardo.

Tutto questo mi ha dato da pensare. 
Mi sono sentita sopraffatta, incapace e schiacciata dalla responsabilità. 
Perché?
Nessuno si è lamentato di nulla, nessuno mi ha fatto fretta. A parte me stessa.
Nessuno ha detto o fatto nulla che potesse anche solo farmi sospettare di aver mancato in qualche modo ai miei doveri.
E allora, come mai mi sono sentita così? Ho la sensazione che l’inghippo sia proprio in quel “me stessa”.

Per rispondere a questa domanda, riprendo un post scritto qualche giorno fa sui social.
In quel post parlavo del mio crescente bisogno di silenzio, che detto da me può suonare paradossale, ma sta diventando un desiderio sempre più importante (con grande gaudio dei miei affetti più cari, che sono anche coloro che più di tutti assistono ai miei sproloqui). 

Silenzio.
Questo è ciò di cui sento il bisogno e che si è acuito in questi mesi.
Silenzio prima di tutto interiore. Per fare spazio a nuove idee.
E poi, silenzio esteriore.
Per potermi focalizzare sui progetti dei miei clienti e miei.

Il silenzio è una forma di comunicazione solo in apparenza passiva: il silenzio è attivo, è una precisa presa di posizione.

Il grande No

No alla perfettina che mi dice con stizza che no, non ci siamo, è tutto da rifare.
No alla rampante che vuole di più, di più, sempre di più, in una corsa in tondo inutile e sfinente. 
No alla pittima che si lagna perché tutti ce l’hanno con lei (ma chi? Dove sono?) 
No alla logorroica che parla parla parla e si perde e mi fa perdere nei meandri di un pensare arrotolato che rischia di soffocarmi.
No alla procrastinatrice che sa trovare scuse che sono così convincenti che non riesci a resisterle. Un vampiro del tempo.
No alla pianificatrice compulsiva che attorno al progetto crea una struttura che va bene per la conquista di questo mondo e oltre.
  

Tutte queste sagome mi rubano potere, il potere di scegliere come impiegare il mio tempo, che, non mi stancherò mai di dirlo, scriverlo e disegnarlo, è la risorsa più importante che ho. E questo non posso più permetterlo.

I benefici del silenzio

Silenzio per creare spazio.
Silenzio per appuntirsi e focalizzare tutta la mia attenzione.
L’attenzione è una risorsa finita, se la spartisco tra diverse cose, significa che ne dedicherò poca a tutte quante. 
Più la divido meno ne avrò per ciascun compito. 
Non scherzavo quando ho scritto da qualche parte “l’attenzione, se c’è, dev’essere totale”.

Quando ho avvertito il clic del cambio di prospettiva, ho scritto un paio di cose che voglio condividere perché le trovo davvero utili in tutti i casi in cui ci si sente bloccati e non si sa come procedere. Non sono regole, sono solo cose che ho provato e con me funzionano, ma sono certa che con un po’ di sperimentazione troverai la tua strada per fare chiarezza e procedere senza stress.

Prova queste strategie

Stabilisci le priorità

Fai una rapida lista di priorità in ordine decrescente di importanza e, quindi, di presa in carico.
Attenzione a non fare liste chilometriche.
Lascia degli spazi tra le cose da fare per non rischiare il blocco totale.

Fai una cosa sola

Concentrati sulla priorità in cima alla lista. 
Portala avanti fino a quando non l’avrai completata. 
Quando ti dedichi alla tua priorità, ti dedichi SOLO a lei.

Finisci prima di cominciare

C’è un simpatico detto in ambiente agile che ho inserito nella mia vision board, la lavagna che sta di fronte alla mia scrivania a ricordarmi chi voglio essere e cosa voglio. Recita così:

Smetti di iniziare, comincia a finire.


Svuota prima di riempire

Medito da anni e una delle cose che mi è rimasta più impressa di questa pratica è che mi aiuta a fare il vuoto. Non smetto di pensare, nessuno di noi può farlo. Chiunque crede che la meditazione possa farci smettere di pensare si illude. Non è questo il suo scopo.
Il suo scopo, almeno per quanto mi riguarda e per come la vivo, è

  • aiutarci a prendere distanza dai pensieri
  • separarli da quello che è il nostro centro
  • riuscire a vederli senza giudicarli
  • diventare testimoni di noi stessi e dei nostri processi mentali senza farci sopraffare

Non devi meditare se pensi non faccia per te, ma trova il modo di scaricare l’energia in eccesso per fare spazio. Puoi uscire a fare una passeggiata, disegnare, scrivere rapidamente tutto quello che ti passa per la testa, fare attività fisica, usare le mani, solo per fare alcuni esempi.

Cambia prospettiva

Fermati e capovolgiti. No, non devi andare in verticale, anche se è molto utile per cambiare prospettiva e ha tanti benefici ;)
Cerca il confronto in modo da avere a disposizione altri punti di vista oltre al tuo.

Se queste operazioni ti sembrano complicate o ti mettono in confusione, niente paura, nel caso ti serva un piano, posso aiutarti. 
Io ci sguazzo in queste cose e per curare il mio spargermi in giro le ho provate tutte finché non ho trovato il mio metodo.




[Photo by Kristina Flour on Unsplash]

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