Come superare lo scetticismo...
Tempo di lettura: 3 minuti... E avvicinarti ai Tarocchi con consapevolezza
I Tarocchi sono una str*§ata
Due anni fa, mentre ero a pranzo dai miei, dissi loro che volevo aprire partita iva e iniziare a leggere i Tarocchi per mestiere. Mi guardarono stralunati per un momento. Poi mio padre, ripresosi dall’annuncio, mi disse candidamente:
«Ma i Tarocchi sono una str*§ata!»
La cosa mi ferì, non lo nego. A dirla tutta, mi incazzai proprio.
Per scusarsi, il mio adorato babbo aggiunse che non sapeva nulla di Tarocchi, ma che li aveva sempre associati a una specie di mezzuccio per fregare soldi alle persone vulnerabili e ingenue. Messo in questi termini, il discorso cambiava (anche se comunque ero ancora incazzata).
I Tarocchi rimanevano, nella sua percezione, un espediente truffaldino per rubare tempo e denaro alle persone. Opinione che, ahimè, è ancora molto diffusa, complici una certa ignoranza a riguardo e una insana tendenza di certi sedicenti professionisti a nutrire questa sensazione.
Sto scrivendo questo articolo perché per me questa cosa è inaccettabile, mi fa male al cuore. Anche perché è proprio grazie ai Tarocchi se sono qui ora. Se ho ricominciato ad amarmi, se ho ritrovato la mia adorabile Luisa* e se vivo in modo più consapevole e sereno anche nei momenti di cacca.
* non sai chi è la Luisa? È la mia leggendaria Creatività e compagna inseparabile delle mie peripezie visionarie, ritrovata dopo tanti anni grazie ai Tarocchi e a un profondo e tenace lavoro di scavo interiore.
Parola di scettica doc
E te lo dico da scettica che “babbo levate!”.
Per gran parte della mia vita, la ragione è stata scudo e spada contro un mondo che percepivo ostile e malvagio. Studio e ragionamento sono stati i miei alleati contro soprusi e ingiustizie, durante un’intensa fase attivista. Hanno giustificato miei comportamenti non proprio funzionali mascherandoli da “unica scelta logica”. E mi hanno protetta – in qualche modo sbilenco – da tutto il dolore che sentivo.
Fino a che non sono caduta letteralmente a pezzi. Non è un’immagine evocativa, mi sono proprio frantumata, vittima di un importante incidente stradale (ma questa è un’altra storia e si dovrà raccontare un’altra volta). Da quel momento, le cose hanno iniziato impercettibilmente a prendere tutta un’altra piega. Una piega che mi ha portata quasi senza che me ne accorgessi a conoscere i Tarocchi. E a innamorarmi di loro. I primi incontri sembravano casuali, legati alle passioni che finalmente avevo ripreso dai loro cassetti polverosi: la scrittura in primis. E il disegno, che muoveva i suoi primi passi incerti a manina con le parole.
Poco tempo fa, a distanza di due anni, ho fatto una lettura proprio al mio babbo. E su sua insistente richiesta per giunta. Arrivati a un certo punto della lettura, che riguardava alcune questioni pratiche di famiglia, si è aggiunta anche mia madre, intenta in altre faccende fino a quel momento. È stato bello e interessante ascoltare le loro domande e confrontarci sulle carte estratte. La curiosità e l’attenzione che li ha accesi mi ha invero stupita. Prima che andassi via, hanno voluto pagare la lettura appena fatta. Per onorare la mia professionalità e competenza. Anche se preda di un lieve imbarazzo, ho capito che facevano sul serio, non avevamo giocato. Volevano essere trattati come clienti “veri”.
In quel momento ho capito che avevo risposto — sul campo, senza una parola di teoria — alle due domande che lui mi aveva posto due anni prima, e che in fondo mi portavo dietro ogni volta che incontravo qualcuno come lui:
«A cosa serve, concretamente, una lettura?»
«E perché proprio i Tarocchi? Non basta ragionarci su?»
La funzione della mente
Se sei qui, probabilmente anche tu hai una parte scettica dentro di te. E va bene, ci mancherebbe. La mente scettica è una voce che ci protegge, che vuole prove, che si fida di quello che può verificare. La conosco bene, quella voce. È stata l’unica che ho ascoltato per gran parte della vita.
E che mi ha aiutata a superare prove che non credevo di poter affrontare. Così come, d’altra parte, mi ha impedito di seguire sogni che per me erano importanti.
Come quando, nei miei vent’anni, nutrivo aspirazioni da poeta e lei, la mia mente, mi convinse a non provarci nemmeno a mandare le mie poesie in giro. Anche se sentivo nel mio nocciolino morbido che avrei dovuto almeno tentare. Anche se sapevo che l’avrei rimpianto per sempre. “
Ma una vocina continuava a parlarmi nel buio di notti senza sonno.
“Chi mi credevo di essere?”
“Chi avrebbe mai comprato un mio libro di poesie?”
“Perché perdere tempo e dignità in un tale vicolo cieco?”
Le ho ancora quelle poesie. Sono tutte in un piccolo volume che rilegai alla copisteria universitaria e che conservo tuttora. Anche se non lo apro mai.
La mente funziona, ma non arriva dappertutto.
La razionalità è uno strumento magnifico. Utilissima quando c'è luce, la strada è dritta e devi andare da A a B. Ma la vita non è sempre lineare (quasi mai in realtà).
Soprattutto in quei momenti sottili in cui senti che qualcosa dentro di te chiede a gran voce di cambiare.
A volte, siamo immerse in un territorio nebbioso, dove i contorni si confondono, le distanze ingannano. E più cerchi di uscirne con la ragione, più ti ritrovi a girare a vuoto.
Quando, dopo l’incidente, decisi di dare una svolta alla mia vita, mi impegnai a diventare una consulente per la comunicazione digitale. Nonostante l’impegno profuso, sentivo che mi mancava qualcosa. Eppure, stavo rinascendo dalle mie ceneri con tutte le mie forze ed ero felice di essermi rimessa in gioco. Studiavo tanto, leggevo avidamente, sperimentavo. Ma tutto questo rimaneva un esercizio mentale, che, mentre procurava piacere alla mia parte logica, aveva escluso dal gioco la mia parte creativa.
Ecco il tassello che avevo perso! E che, grazie all’incontro con i Tarocchi, ho ritrovato.
Grazie al loro potere evocativo e alla loro magia, ho cominciato a darmi il permesso di esplorare nuove vie. Strade che ancora non avevo visto. Sentieri laterali, nascosti. Mi sono finalmente data il permesso di rischiare. E no, non è stato semplice. Non lo è mai. Ma, grazie al percorso insieme agli arcani, ho ripreso a disegnare, ho ricominciato a scrivere con piacere, ho conosciuto tante splendide persone. E, piano piano, il mio rapporto con me stessa ha assunto nuove forme. Si è ammorbidito e, al contempo, è diventato via via più solido e radicato. Ha stabilito nuovi confini e spalancato nuove immense finestre su un mare sconfinato. Il mio universo interiore. Che meraviglia!
Sopra ogni cosa, gli arcani mi hanno liberata: dalla paura del giudizio, da quella tenace paura di non essere mai all’altezza. Da quel rimpianto amaro di non essere “la versione migliore di me”.
Che qual è poi? Mica è una statuina da tenere sulla scrivania.
Dopo anni di corsi di crescita personale e milioni di libri a riguardo, posso dire che la versione migliore di noi è quella presente. Siamo noi ora e qui. Perché altrimenti, saremmo altro.
Poi, certo, possiamo e dobbiamo impegnarci ogni giorno per evolvere. Per fiorire e rifiorire. Ma, per farlo, dobbiamo anche accettare di appassire e farci terreno
In che fase sei?
Se senti che la tua mente razionale sta correndo come un criceto impazzito, o avverti l’urgenza di esplorare nuovi sentieri, i Tarocchi sono qui per mostrarti alcune vie possibili. Ti chiedono solo di essere curiosa.
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