Ti manca la terra sotto i piedi?
Tempo di lettura: 3 minutiForse, è solo bisogno di radicarti
Quante volte l’hai pensato?
“Mi manca la terra sotto i piedi”
“Mi sembra di non essere io a scegliere”
“Mi sento che non ce la farò”
Forse sono parole che non dici ad alta voce, ma vibrano dentro di te a livello profondo. Talmente profondo che non riesci a verbalizzarle. E loro, intrecciate a colpa e vergogna, restano lì. Bloccando le tue energie e il tuo sorriso. Forse proprio in questo momento, non ti senti al sicuro, come se ti mancasse la terra sotto i piedi.
Le paure sembrano diventare più forti, i pensieri urlano in cerca di attenzione.
E così, le scelte diventano più difficili.
Non sei fragile, solo che una parte di te ti sta chiedendo di radicarti.
L’insostenibile leggerezza del caos
Questa sensazione la conosco bene. Mi capita ancora, nonostante tutto il lavoro che faccio su di me: apro l’agenda, guardo le mie liste, vado in confusione; è come se mi mancasse un’àncora a cui aggrapparmi per non volare via.
Come se ogni possibilità fosse uguale alle altre: non trovo la priorità.
E più cerco di capire da dove partire, più la sensazione di essermi persa aumenta.
Altre volte, soprattutto negli ultimi anni, il problema si sposta: anche se so cosa voglio portare a termine – e ci mancherebbe, con tutti i corsi che ho fatto per imparare a organizzarmi –, il gradino in cui inciampo è un altro: non mi fido abbastanza per seguire il mio piano.
Ogni scelta mi sembra troppo rischiosa.
Che non sia abbastanza pronta? Aspetta che procrastino un altro po’ nella mia zona sicura.
Meglio stare ferma dove sono piuttosto che rischiare un fallimento, no? Beh, la risposta è NO.
Meglio fallire o stare al sicuro?
A questa cosa ci penso spesso perché è un problema. Ed è anche piuttosto comune: capita non solo a me, ma a molte mie clienti, ad amiche e amici, a professioniste stimate. Insomma, siamo in tantǝ a sentirci in bilico ;)
Qualche tempo fa una mia cara follower mi ha scritto:
“mi sento come in balia di una corrente che mi porta lontano da me”.
Mi si son drizzati i peli sulla schiena, perché l’ho sentita anch’io quella corrente. E fa paura.
E quando succede, la prima cosa che facciamo è cercare di sistemare. Di tornare sulla terra ferma. Al sicuro nel nostro lembo di terra conosciuta. Ci hanno educate a cercare la stabilità e va bene. Ma è fondamentale imparare ad accogliere anche la sua compagna inseparabile, l’incertezza.
Il tuo porto sicuro
Cresci, avanza, migliora. Ecco il mantra della società performativa in cui siamo immerse. In mezzo a tutte queste spinte, per forza che ci perdiamo. Come dico sempre, siamo creature cicliche, dobbiamo accettarlo. E, in quanto tali, abbiamo bisogno di momenti di stabilità così come di incertezza. Perché la stabilità senza movimento diventa stagnazione.
Tutto si muove e, se non si muove, significa che è morto. Solo imparando ad accogliere l’incertezza connaturata alla nostra esistenza qui, possiamo ritrovare il nostro centro e radicarci anche quando il terreno sotto i nostri piedi si fa instabile e vacilla.
È proprio lì, in quella sensazione di instabilità che cerchi di evitare, che si nasconde il punto da cui puoi ripartire. Ritrovare il tuo centro di gravità ti aiuta a navigare l’incertezza donandole un porto sicuro cui tornare e una direzione chiara da seguire.
Non sei sola
In questa fase non ti serve capire tutto. Non ti serve avere il piano perfetto. Quello che ti serve ora è ritrovare il tuo nucleo brillante, quel senso di stabilità interiore che non dipende da ciò che succede fuori, ma dal ricongiungerti con le tue radici, i tuoi valori profondi, la tua Anima.
Prima lo recuperi dentro di te, prima può iniziare a espandersi anche fuori.
Ed è proprio in questo spazio vuoto tra sicurezza e precarietà che i Tarocchi ti vengono incontro con la loro saggezza antica. Per accompagnarti nel viaggio alla riscoperta del tuo nocciolo morbido, il fulcro della tua essenza. Le carte ti aiutano a ritrovare il tuo nucleo sacro e vitale così che tu possa tornarci ogni volta che ti senti persa.
È un lavoro che richiede il giusto tempo e uno spazio in cui ciò che emerge possa essere ascoltato con piena presenza.
E, soprattutto, è un lavoro che non devi fare da sola.
Se senti che l’incertezza ti incatena, possiamo lavorarci in una lettura dedicata.
Non sai quale scegliere?
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