Abitare la nebbia

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A volte, per ritrovarti, devi perderti

La cultura in cui viviamo esige obiettivi precisi, risposte veloci e una produttività inesauribile. In questo clima, dove la performance determina il valore di una persona, veniamo educate a considerare la confusione un difetto, una lacuna da correggere quanto prima. 

La folle pretesa del modello lineare

Questa arroganza di voler essere sempre al massimo in tutti gli ambiti della vita è un costrutto limitante, oltre che irrealizzabile. La Natura, molto più saggia di noi, ci mostra innumerevoli alternative più funzionali. Prendiamo l’inverno, ad esempio, con la sua terra nera che protegge i semini, il buio che occupa gran parte delle giornate, la nebbia che – almeno qui dove vivo io – avvolge il paesaggio e lo nasconde. Non sempre possiamo risplendere.

Tutto quanto cambia costantemente: alla luce succede sempre l’oscurità e viceversa. E così deve essere perché possiamo parlare di equilibrio.Abbiamo bisogno di riposo tanto quanto di movimento. Di pieno tanto quanto di vuoto. Accettiamolo e inizieremo a vivere più felicemente. 

Ma allora la direzione?

Non sto dicendo che non dobbiamo porci obiettivi o dare una direzione al nostro agire nel mondo: sto solo riconoscendo che non siamo macchine, treni che scorrono lungo i loro binari giĂ  tracciati. Sicuri del percorso e della meta. Il mondo cambia costantemente, le persone e le circostanze intorno a noi anche. E noi? Anche noi cambiamo. Ad ogni respiro, diventiamo altre persone. Non possiamo certo pensare a questo in ogni istante, altrimenti potremmo andare in crisi pesante (almeno, per quanto mi riguarda), ma nemmeno possiamo attraversare questa esistenza senza un minimo di consapevolezza.

E allora, ben venga la nebbia che ci costringe a fermarci. Che ci fa smarrire nel suo silenzio freddo d’ovatta. Dove anche i paesaggi famigliari diventano altro. E la paura di non ritrovare la strada si fa densa. 

La meraviglia dei luoghi di confine

L’oscurità, il vuoto e la nebbia sono luoghi liminali, in cui le vecchie certezze e le contrapposizioni dualistiche perdono i loro contorni. Se riusciamo ad affidarci, potremo superare le antitesi canoniche che pervadono la nostra cultura (luce/buio, caldo/freddo, sole/luna, etc.) e accedere a mondi  sconfinati e cangianti. Nel nostro nocciolo morbido, custodiamo tutte le energie dell'universo in armonioso moto perpetuo. Che, proprio come le carte dei Tarocchi, non aspettano che di essere riscoperte, onorate e incarnate nel nostro agire quotidiano. 

Occorre mettersi in ascolto attivo e umile. Perché le nostre voci antiche sussurrano. E, se non tendiamo l’orecchio, rischiamo di non accorgercene nemmeno. 

I Tarocchi, frammenti di luce

In questo viaggio, i Tarocchi Visionari diventano alleati preziosi, che agiscono come specchi cristallini: mentre pongo loro le domande necessarie, le carte ti invitano a guardarti dentro con onestà e ti spingono con gentile risolutezza oltre la zona di comfort. Ed è proprio lì che avviene la trasformazione.

Il loro compito è mostrarti le opportunità mascherate da problemi, le lezioni e i doni incastonati nelle difficoltà di ogni giorno. Ti mostrano esattamente ciò che ti serve per riattivarti e riaccendere la tua Fiamma.

Carte come la Papessa o la Luna, per dirne due a caso1, ti invitano ad affidarti all'intuizione, a quella scossa sottile e potente cui puoi accedere se solo ti permetti di guardare oltre il velo. 

L'arte di perdersi

Siamo creature e mondi sconfinati. E questo può fare paura. Ma è la nostra natura e la nostra fortuna più grande. Soprattutto in questo momento storico, così rumoroso e drammaticamente incerto. La pausa natalizia dal lavoro e, soprattutto, da Instagram mi ha permesso di fermarmi e comprendere una cosa che fino a quel momento avevo capito solo con la mente: prenderci delle pause, riprenderci il tempo per approfondire, studiare, rallentare sono atti rivoluzionari. Oltre che di cura. In un mondo in cui la cura è debolezza, la lentezza è inefficienza, l’immobilità pigrizia, recuperare il nostro tempo costituisce un’anomalia. Una forma di disobbedienza. 

RIcorda: puoi sempre trasformare l’incertezza in un formidabile punto di forza. I Tarocchi Visionari ti mostrano nuovi panorami, offrendoti una mappa alternativa, che valorizza le tue risorse sommerse e ti restituisce il Potere che avevi nascosto.

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1 Sai che non credo al caso; infatti, ho menzionato queste due arcane perché la prima è stata la mia saggia guida di gennaio e la seconda è la mia guida di questo rapido e intenso febbraio. 

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